Progetto secondo Arbau Studio.


Per noi architetti il tema centrale di questo progetto è stato interpretare una scelta di vita dei committenti attraverso una casa che sarà lo spazio della loro vita.

La scelta è quella di una coppia di giovani, all’epoca solo fidanzati e nel frattempo sposati con due gemelli, di spostarsi dalla città in campagna per abitare e lavorare, in una parola per vivere, puntando sulla qualità di vita di un ambiente naturale.

La casa di chi fa una scelta di questo tipo non può essere una “casa a caso”, deve riflettere questo principio di qualità della vita nella scelta dei materiali, nell’organizzazione degli spazi, nell’immagine architettonica, nella relazione tra l’edificio e l’ambiente esterno, persino negli arredi.

Su questo Gianna e Max avevano fin dall’inizio le idee molto chiare: uno spazio living il più grande e aperto possibile, affacciato su un giardino che doveva diventare un’estensione della casa, mantenuto anch’esso il più grande possibile, materiali naturali, primo fra tutti il legno strutturale, sostenibilità energetica, un’immagine architettonica contemporanea mitigata da un “calore” tradizionale.

E poi ci sono le nostre di convinzioni di progettisti: l’importanza di legare il progetto al paesaggio nel quale si colloca evitando il più possibile costruire “scatole edilizie” che vadano a sommarsi alle altre che già infestano il territorio; la volontà di utilizzare risorse riciclabili e materiali che, proprio perché naturali, sanno invecchiare bene senza paura di mostrare le rughe, come il legno; l’importanza di pensare spazi non convenzionali né standardizzati ma legati allo stile di vita di chi li vivrà.

Dall’interpretazione di questi temi è nata la forma della casa di Gianna e Max, che si basa su alcuni concetti chiave:

SPAZI INFORMALI

Il cuore della casa è il grande spazio a piano terra, aperto, privo di appoggi, affacciato verso il giardino con una grande apertura vetrata e attraverso il portico.

Questo sarà un ampio ambiente da abitare da parte di tutti i membri della famiglia per giocare, lavorare, mangiare, ospitare, rilassarsi. Uno spazio, quindi, adattabile alle molteplici esigenze dei vari fruitori. L’idea di uno spazio ampio e flessibile, però, non deve portare ad uno spazio neutro, astratto: è per questo che la pianta si deforma, si distorce, attraverso le pieghe delle pareti che la trasformano in un trapezio.

La forma dello spazio, infatti, è stata pensata dall’interno, plasmandolo in modo che non risultasse uno spazio astrattamente geometrico, ma informale: non un volume scatolare, parallelepipedo, bensì, attraverso la deformazione, un volume avvolgente, variato, volutamente irregolare. La percezione in questo caso è importante: una parete “storta” personalizza un ambiente, lo articola, ne smussa gli spigoli. Le pareti che circondano lo spazio principale della casa non sono mai tagliate da porte: tutti i passaggi verso gli altri ambienti (ingresso, cucina, scala) si aprono direttamente su di esso con grandi tagli.

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Il piano superiore dove si collocano le più “tradizionali” stanze, vani più piccoli che hanno la necessità di essere chiusi, diventa informale grazie al particolare andamento del tetto, che genera volumi articolati in sezione.

A questo livello lo spazio distributivo è concepito non come un anonimo corridoio, ma come un vero e proprio spazio comune ampio e caratterizzato dalle numerose feritore verticali, che lo illuminano in modo del tutto particolare e lo aprono verso il giardino.

L’ANGOLO DEL TETTO

La copertura è uno degli aspetti più caratterizzanti della casa. Essa si pone come reinterpretazione del tradizionale tetto a falde, prescritto per le zone rurali.

La sua forma particolare, con tre falde triangolari orientate in modo inedito, diventa il “logo” della casa, è ciò che identifica la casa all’esterno, le conferisce una forma inconfondibile.

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Girando attorno alla casa ogni prospetto appare diverso dall’altro, proprio per l’andamento della copertura, che contribuisce quindi a far percepire l’edificio non come una “scatola”, ma come un volume sfaccettato, poliedrico, che per la sua forma organica interagisce con il paesaggio circostante.

Come la deformazione delle pareti, anche quella del tetto serve a personalizzare lo spazio interno, ma anche a renderlo più vario, meno geometricamente regolare.

PERCEZIONE DEI MATERIALI

Una casa naturale nella natura richiede un’attenzione particolare ai materiali usati.

Per materiali non si intendono le “finiture” ma i materiali costitutivi della casa, quindi soprattutto quelli strutturali.

Il materiale dominante è il legno, in particolare l’X-lam usato sia per le pareti portanti che per il primo solaio, mentre in copertura la struttura è a travi lamellari di abete rosso, come i pannelli X-Lam.

L’idea di fondo è che i materiali costitutivi della casa siano anche percepiti come tali, rendendo leggibile la “costruzione”. E poiché i pannelli X-Lam non possono essere lasciati a vista all’esterno, dove si collocherà il cappotto isolante, essi vengono mostrati in tutto l’interno della casa.

Ciò renderà anche evidente la differenza tra parti strutturali e semplici divisori, questi ultimi realizzati in cartongesso, rendendo chiara la gerarchia tra le pareti e leggibile la diversa consistenza e solidità.

È un materiale, il legno, che non solo torna ad essere materiale costruttivo, ma che viene anche apprezzato nella sua materialità, lasciato a vista proprio all’interno, dove si vive, e isolato all’esterno per la massima efficienza energetica.

Il contrasto tra l’esterno più astratto e l’interno più materico è dunque un aspetto voluto: dalla grande vetrata verso il giardino si può vedere il “cuore caldo” della casa.

Il metodo costruttivo basato sull’impiego del legno strutturale, presuppone una visione sostenibile dell’edificato sia dal punto di vista della “naturalità” dei materiali impiegati e della loro origine, che spesso coincide con il benessere degli ambienti che generano e delle persone che li abitano, sia dal punto di vista della loro riciclabilità.

I materiali costituitivi sono riciclabili o addirittura biodegradabili.

Il cemento, usato nella fondazione a platea e nel pavimento industriale del piano terra, costituisce l’appoggio saldo al suolo dell’edificio, una sorta di basamento, che caratterizza l’interno della casa e gli spazi pavimentati esterni, posti in continuità.

ARREDI INTEGRATI

Gli arredi principali non sono un’aggiunta a posteriori ma nascono come articolazioni delle parti o del pavimento della casa, ne diventano parte essenziale e pertanto sono costituiti dagli stessi materiali.

Al piano terra il pavimento in cemento si articola diventando base del camino, panca, divano sotto il portico, bancone della cucina.

Al piano terra e al piano superiore il legno dà forma a un grande armadio, ad un soppalco, allo studiolo di Gianna, alla dispensa, al letto soppalco.

UNA CASA NEL PAESAGGIO

La forma architettonica di questa casa in legno è lo strumento attraverso il quale l’edificio si interagisce con l’esterno.

La combinazione vetrata-portico sul lato ovest modula l’irraggiamento solare: d’inverno, quando il sole è basso all’orizzonte, i raggi arrivano alle vetrate e riscaldano anche visivamente l’ambiente interno; d’estate invece il portico protegge le vetrate e lo spazio del living dall’intensità delle radiazioni e lo ombreggia.

L’interazione riguarda anche la visuale verso l’esterno: il grande giardino inquadrato dalla superficie vetrata: la casa e chi la vive sono in sintonia con il paesaggio che li ospita. 

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Gianna, Blogger e una grande passione per il design.

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